Il matrimonio è bello quando è condiviso

Di come come ho condiviso con i miei invitati il giorno del mio matrimonio e del perchè questo l'ha reso un momento unico

 

 

Sapete perché ho amato tanto il giorno del mio matrimonio? Non solo perché stavo facendo il grande passo con l'uomo che amavo, perché adoravo il mio abito e perché era tutto esattamente come lo avevo desiderato, ma soprattutto perché il mio matrimonio è stato un momento di condivisione. E uso questo termine nel senso che ho coinvolto molti dei miei amici e parenti nell'organizzazione vera e propria.

Il mio matrimonio è stato organizzato in tempi brevi, senza stress e con molta gioia.

Ho fabbricato da sola la mie bomboniere. Ho realizzato dei fiori con il fondo delle bottiglie di plastica. Una cosa che avevo imparato a fare durante i laboratori di riciclo per bambini. Io vivo in un piccolo paese del Sannio e le mie vicine di casa, un po' colpite dalla scelta, ma anche incuriosite, hanno deciso di raccogliere le loro bottiglie vuote (io bevo acqua della fontana) e di consegnarmele ogni fine settimana, in cambio ovviamente di quella strana bomboniera che andavo fabbricando.

Il trucco è stato opera di una mia cara amica, anche invitata al matrimonio. Quello è stato il suo regalo per me.

Le decorazioni per la Chiesa le ha realizzate una mia compagna di teatro. Io mi sono sposata in una chiesetta di campagna, e lei ha addobbato l'altare con fiori, rami e frutti della sua terra.

Il riso (biodegradabile) è stato distribuito all'esterno della Chiesa della mie colleghe di teatro. Ma una mia cara amica a sorpresa ha preparato dei cesti pieni di petali di rose provenienti dal suo giardino. L'effetto nel lancio è stato bellissimo.

 

 

La decorazione per i capelli è stata realizzata con una parte della stoffa del mio abito, chi mi conosce sa che non supero il metro e sessanta, forse neppure ci arrivo, quindi quando il mio vestito è stato accorciato dalle sapienti mani della sarta è avanzata un bel po' di stoffa. Dimenticavo, anche in questo c'è lo zampino di un'amica.

 

 

Non ho voluto la torta, ma delle squisite crostate fatte in casa da una donna fantastica, nonché ottima cuoco del mio paese. Anche questo è stato un regalo di nozze fantastico e molto apprezzato.

In Chiesa, le letture sono state affidate alle mie migliori amiche, quelle con cui ho passato una vita di momenti bellissimi e di periodi un po' meno felici, e che oggi, a distanza di 24 anni restano delle sorelle acquisite.

Mia sorella mi ha fatto da testimone e non poteva essere diversamente, per tutto quello che ci lega, lei era la persona che volevo al mio fianco in un momento così importante. E con lei ci sono stati altri tre testimoni, amici di mio marito, ma ormai miei cari amici, simbolo delle nostre vite che si sono unite anche nei legami che abbiamo.

Io e mio marito amiamo la musica popolare, e così un gruppo di musicisti e (inutile dirlo) amici ha suonato al nostro matrimonio e noi ovviamente abbiamo ballato fino alla distruzione fisica.

 

 

Potrei continuare ancora e ancora.

Quello che ho capito è che un vero matrimonio green debba essere anche un matrimonio condiviso nel profondo con le persone che amiamo, quelle che fanno da sempre parte della nostra vita, con cui siamo cresciute, o che ci hanno viste crescere e quelle appena incontrate ma che ci sembra ci siano sempre state.